Online users
Vai ai contenuti

Intervista - "Hung Gar Kung Fu: Scopri l'Arte Marziale Cinese!"

Salta menù
Salta menù

Intervista

Chi Siamo
IL CUSTODE DELLA TRADIZIONE
Intervista Esclusiva al Sifu Giuseppe Cucci, Direttore Tecnico Nazionale
D: Sifu, per chi non la conoscesse, ci tracci un quadro del suo percorso di vita e di pratica marziale.
R: Ho iniziato nel 1968, ad appena 14 anni. Non è stata una scelta di stile, ma una necessità di vita: crescevo nel Rione San Lorenzo a Foggia, un quartiere difficile in cui saper gestire le situazioni fisiche era fondamentale. Ho mosso i primi passi con il Ju Jitsu.
Nel 1971 mi sono trasferito in Germania, ed è lì che è avvenuto il mio primo vero contatto con il Kung Fu tradizionale grazie a un maestro che insegnava Hung Gar, Wing Chun e il metodo classico di boxe lunga Cheung Kuen. L'anno successivo, a Parigi, ho approfondito la Boxe Libera Evolutiva con il M° Eric Renard, esperto conoscitore dell'Hung Gar.
Al mio rientro in Italia nel 1975, data la scarsa reperibilità di scuole di Kung Fu, ho canalizzato la mia pratica nel Karate Shotokan (scuola FIK dei Maestri Sugiyama e Takahashi), disciplina che ho coltivato assiduamente fino al 1990. Parallelamente, il 1978 ha segnato il mio ingresso nel Karate Contact / Kick Boxing a seguito di uno stage con una leggenda vivente del settore: Bill Wallace. È uno sport da combattimento che continuo a seguire con grande passione.
La svolta per la mia identità marziale è arrivata tra il 1981 e il 1986:
Ho ripreso la Boxe Francese (Savate), incontrando prima il Maestro Italo Manusardi durante i Campionati Italiani Kick Boxing MAF a Foggia e poi riallacciando i contatti con il mio maestro parigino.
  • Ho scelto di dedicarmi in maniera totale all'autentico Hung Gar Kung Fu, studiando direttamente sotto l'egida di veri pilastri mondiali: il Grandmaster Chiu Chi Ling (scuola Chiu Kau, dal 1988 ad oggi), Sifu James Edmond Uglow (scuola Chan Hon Chung, 1994–1997) e Sifu George Ho (scuola Lam Jo, 1998–2000).
    Questi legami mi hanno portato a viaggiare costantemente per decenni tra i centri nevralgici delle arti marziali nel mondo: Hong Kong, Canton, Foshan, San Francisco, Londra e Liverpool.
    D: Un curriculum di straordinaria ampiezza. Quali sono i ruoli e le qualifiche principali che ha ricoperto e ricopre?
    R: In oltre cinquant'anni di attività ho cercato di strutturare l'insegnamento per garantirne la qualità e la tutela storica:
    Fondatore e Capo Istruttore della Cucci Martial Arts and Healing Academy (1980) e della Siulam Hung Gar Kung Fu Association of Italy (1990).
  • Fondatore e Direttore Tecnico della Italian Street Kombat Academy (1998), della Italian Chin Woo Athletic Association (2000) e della Italian Family Hung Gar Kung Fu Association (2008).
  • Membro Ufficiale della International Chiu Chi Ling Hung Gar Kung Fu Association e della Union Boxing Chinese System.
  • Cofondatore della European Union Kung Fu Contact (1986).
  • Qualifiche Tecniche Storiche: Moniteur di Boxe Francese/Savate (1986), Maestro 5° Dan di Karate (1990), Maestro 5° Grado di Kick Boxing (1990) e Moniteur di Boxe Libera Evolutiva / Coordo-Cinetica.
    D: Per chi oggi approccia il mondo marziale tramite i social o gli sport da combattimento moderni: cos'è davvero l'Hung Gar Kung Fu?
    R: I concetti base dell'Hung Gar sono lineari, ma richiedono un cambio di prospettiva mentale per la mente occidentale. Spesso nel nostro paese si tende a confondere l'Arte Marziale con lo Sport da Combattimento.
    L'Hung Gar non è uno sport. È un sistema nato nel Tempio di Siulam (Shaolin) come metodo di vita globale.
    È una filosofia pratica, una disciplina psicofisica finalizzata a potenziare le attitudini individuali, ed è profondo patrimonio culturale. Non si può capire davvero l'Hung Gar senza comprendere la storia e la cultura cinese. Pensiamo all'aspetto folkloristico e rituale della Danza del Leone (Mou Si): non è un'applicazione marziale in senso stretto, ma è parte integrante dell'identità di una scuola tradizionale, eseguita per augurare prosperità e rispetto durante le cerimonie ed il Capodanno Cinese.
    A livello marziale puro, l'Hung Gar è famoso in tutto il mondo per la sua potenza, concretezza e franchezza esecutiva. Non c'è spazio per il superfluo.
    D: Molti stili prediligono la corta distanza (infighting), altri le traiettorie lunghe. Qual è la specializzazione dell'Hung Gar?
    R: L'Hung Gar è un sistema di combattimento totale. Non si limita a una singola distanza o specializzazione: ingloba percussioni, leve articolari (Chin Na), proiezioni, spazzate e lo studio dei punti di pressione (Dim Mak).
    Chi conosce le arti marziali notera molte affinità con i sistemi giapponesi classici:
    La forza e l'aggressività della Tigre ricordano il ritmo dello Shotokan.
  • Il condizionamento del corpo e l'uso degli attrezzi tradizionali richiamano il Goju-Ryu ed il Shito-Ryu.
  • Il lavoro a due sul contatto strutturale ha forti assonanze con l'Uechi-Ryu.
    L'aspetto peculiare dell'Hung Gar risiede nell'integrazione delle tecniche dei 5 Animali di Shaolin (Tigre, Gru, Leopardo, Serpente, Dragone) abbinate alla teoria dei 5 Elementi Taoisti (Wuxing). Questo rappresenta il cuore del lavoro interno. È bene ricordare un fatto storico fondamentale: i sistemi interni (come il Taiji di Wudang) affondano le proprie radici ed evoluzioni metodologiche proprio nell'esperienza del Tempio di Shaolin, e non il contrario.
    Il fine ultimo è lo sviluppo e la gestione del Qi (energia vitale) attraverso una respirazione profonda e un condizionamento specifico. E la longevità dei suoi interpreti lo dimostra: il Grandmaster Sikung Chiu Kau, mio punto di riferimento, si è spento in salute a 100 anni compiuti (1895-1995).
    D: Il lavoro sul Qi riguarda solo alcune forme o permea l'intera pratica?
    R: Ogni singolo movimento dell'Hung Gar è concepito per canalizzare e sviluppare il flusso energetico. Tuttavia, la tecnica fisica e la respirazione da sole non bastano: l'elemento chiave è la focalizzazione mentale. Deve esserci una perfetta triade e armonia tra Mente, Corpo e Spirito.
    D: Storicamente i Maestri di Kung Fu erano anche guaritori. L'Hung Gar tramanda ancora queste competenze?
    R: Assolutamente sì. L'Hung Kuen non è solo arte della difesa, ma anche arte della salute e della guarigione. È un sapere antico riservato agli allievi più costanti, morali e diligenti.
    Non parliamo di agopuntura, ma dell'arte tradizionale del Dit Da (trattamento dei traumi da combattimento): uso di cataplasmi, unguenti, massaggi zonali e l'applicazione del celebre Dit Da Jow (vino d'erbe medicinale). La nostra linea conserva la formula originale tramandata direttamente dal leggendario Sijo Wong Fei Hung, una combinazione fitoterapica straordinaria per accelerare la guarigione di lesioni muscolari, contusioni e persino fratture ossee.
    D: Tutti possono praticare Hung Gar o servono doti fisiche fuori dal comune?
    R: Chiunque può iniziare. L'Hung Gar ("Duro Lavoro") opera una selezione naturale: non serve un corpo atletico alla partenza, serve un'attitudine d'acciaio. Chi non possiede umiltà, disciplina, volontà e correttezza morale si fermerà da solo lungo il percorso.
    D: Come si sviluppa il percorso didattico all'interno della sua Accademia?
    R: Pur nel rispetto ortodosso della tradizione, ho scelto di applicare una metodologia didattica occidentale, chiara e strutturata, codificando le conoscenze apprese direttamente dai miei tre grandi Maestri (Chiu Kau, Chan Hon Chung, Lam Jo).
    I primi anni (circa 5) sono dedicati alla costruzione delle fondamenta: posture, condizionamento, tecniche di base e prime forme. Solo quando la struttura corporea e mentale è solida si passa allo studio dei pilastri storici (I Quattro Tesori dell'Hung Gar):
    Gung Ji Fook Fu Kuen (Forma per sottomettere la tigre): la base della potenza, delle posizioni e della disciplina mentale.
  • Fu Hok Seung Ying Kuen (Forma combinata della Tigre e della Gru): l'equilibrio perfetto tra forza lineare ed elusività fluida.
  • Ng Ying Kuen / Sup Ying Kuen (Cinque Animali e Cinque Elementi): l'espressione avanzata del sistema marziale e del lavoro interno.
  • Tid Sin Kuen (Forma del Filo di Ferro): il capolavoro della respirazione e della generazione della forza interna, da cui deriva il concetto stesso di Goju (Forza e Cedevolezza).
    D: Oggi, nell'era di internet e dei corsi veloci, proliferano "maestri" improvvisati. Che consiglio si sente di dare a chi vuole iniziare?
    R: Nel 1980, quando ho iniziato a insegnare, ho scelto consapevolmente di fondare una Scuola di Stile e non un'associazione commerciale multi-stile. Le strutture "interstile" tendono spesso a frammentare il potere decisionale e a diluire la purezza dell'insegnamento. Se la catena di trasmissione si spezza o si inquina, agli allievi arriverà solo un'imitazione superficiale della disciplina.
    A chi desidera intraprendere questo percorso consiglio vivamente di:
    Verificare le fonti: Chiedete trasparenza sui diplomi, sul percorso di studio e sull'Albero Genealogico (Lineage) del Maestro.
  • Avere la giusta intenzione: Avvicinatevi con purezza di cuore. L'Arte Marziale non serve per imparare a fare del male, ma per dominare se stessi. Se cercate solo l'agonismo o il ring rapido, la Kick Boxing o il Sanda sono ottime opzioni. Ma se cercate la Tradizione, fate attenzione a non affidarvi a persone prive di principi: la cattiva pratica può creare danni fisici e mentali permanenti.
    D: Se dovesse racchiudere l'essenza dell'Hung Gar Kung Fu in pochissime parole?
    R: Umiltà, Rispetto, Lealtà e Correttezza. Questo è l'Hung Gar Kung Fu. Questa è, ed è sempre stata, la vera essenza delle Arti Marziali Cinesi.

    Intervista del Maggio 2026



    Torna ai contenuti
    Icona dell'applicazione
    "Hung Gar Kung Fu: Scopri l'Arte Marziale Cinese!" Installa questa applicazione sulla tua schermata principale per un'esperienza migliore
    Tocca Pulsante di installazione su iOS poi "Aggiungi alla tua schermata"